Teatro della Concordia

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Teatro della Concordia
Indirizzo: Piazza del Teatro, 4 - Monte Castello Di Vibio, Perugia - Umbria (Italia)
Telefono: 075 8780737; 328 9188892
Fax: 075 8780737; 328 9188892
E-mail: prenotazioni@teatropiccolo.it
Sito web:
Informazioni: Il teatro della Concordia è situato nel cuore dell’antico centro di Montecastello di Vibio, cittadina che sorge sul versante destro della Valle del Tevere, poco distante da Todi. Il teatro di Montecastello di Vibio, con i suoi novantanove posti suddivisi tra i palchi e la platea, è detto il “teatro più piccolo del mondo”. Si legge in un documento dell'epoca che "venne costruito piccolo perché a misura del suo paese". Fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese e intitolato proprio a quella "concordia tra i popoli" che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'Ottocento. Costruito grazie alle finanze di nove famiglie illustri del paese che si diedero da fare perché questo diventasse luogo di divertimenti e riunioni, venne inaugurato nel 1808. Ristrutturato alla fine del secolo, nel 1892 fu affrescato da Luigi Agretti, appena quattordicenne, figlio di un perugino, Cesare, già autore delle decorazioni, del telone e dei fondali del Teatro della Concordia. Nel 1914 vennero installate in platea 36 poltroncine, oggi 37. Purtroppo il teatro chiuse i battenti nel 1951 e negli anni Sessanta subì un crollò che interessò il tetto. L’opera di recupero, che ha permesso di mantenere la stessa struttura lignea originale che sorregge i palchetti, è terminata nel 1993. Nel 1997 il “teatro più piccolo del mondo” si è gemellato con il teatro Farnese di Parma, il “più grande del mondo”, quattromila posti. Nel 1929 calcò il palcoscenico del teatro la giovane soprano Antonietta Stella di Todi che diverrà una delle migliori interpreti del repertorio verdiano. Nel 1945 il teatro tenne a battesimo i primi passi di un'altra grande celebrità, l’allora giovanissima Gina Lollobrigida, che qui a Monte Castello recitò in "Santarellina" di Scarpetta, una commedia messa in scena dal regista e direttore di scena tuderte Tenneroni