Biblioteca Universitaria di Genova

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Biblioteca Universitaria di Genova
Indirizzo: Genova, Genova - Liguria (Italia)
Telefono: ++39 010.254641 / 010.2546464
Fax: non disponibile
E-mail: bu-ge@beniculturali.it
Sito web:
Informazioni: Le origini della Biblioteca Universitaria di Genova vanno ricercate nella Libreria del Collegio dei Gesuiti Come in tutti i collegi gesuiti, anche in quello genovese si trovavano almeno due biblioteche, quella "domestica", di uso scolastico, e la "Libreria" vera e propria ospitata nella cosiddetta "Terza Sala", che conserva ancora oggi la parte monumentale con gli scaffali impiallicciati in legno di radica, risalente nell'impostazione alla metà del '600. Nel corso del '700 la Libreria fu sottoposta a diverse ristrutturazioni: verso metà secolo il decoro ligneo venne rinnovato nello stile del barocchetto genovese e nel 1777 la scaffalatura fu alzata sino al soffitto, costruendo il ballatoio, la ringhiera in ferro e legno che corre lungo tutta la sala e la "piccola scala a lumaca" che accede al piano superiore. Con lo scioglimento, nel 1773, della Compagnia di Gesù, il Collegio fu ribattezzato Università Pubblica e passò sotto il controllo diretto della Repubblica di Genova. Così la biblioteca gesuitica si trasformò nella "Libreria della Pubblica Università di strada Balbi" dove furono fatte confluire le biblioteche dei conventi e delle corporazioni religiose via via soppresse. Nel 1778 l'erudito Gaspare Luigi Oderico fu nominato bibliotecario con l'incarico di catalogare i libri dell'ex Collegio. Completati nel 1785 e, non conservandosi gli inventari precedenti, i volumi manoscritti redatti da Oderico costituiscono il catalogo più antico delle raccolte librarie della biblioteca.
Durante la repubblica democratica ligure, tra il 1797 e il 1799, essa conobbe un ulteriore accrescimento poiché nella biblioteca furono nuovamente dirottati i volumi delle librerie dei numerosi ordini religiosi genovesi e liguri soppressi nel periodo "giacobino", nonché manoscritti e volumi provenienti dalla libreria ventimigliese del dotto frate agostiniano Angelico Aprosio (1607-1681).
Agli anni '30 dell'Ottocento risale l'allungamento dell'antica libreria gesuitica, portata dagli originali 15 agli attuali 24 metri di lunghezza, per ospitare l'accresciuto patrimonio di volumi.
Dichiarata nel 1801 Pubblica Biblioteca Nazionale, il governo sancì la titolarità della biblioteca a ricevere il deposito obbligatorio dagli stampatori della Liguria. Nel 1815, con il passaggio dei territori liguri sotto i Savoia, come "biblioteca della regia Università di Genova" essa riprese il suo stretto legame con l'università, peraltro mai perso.
Nel 1866, con l'ultima ondata di soppressioni di congregazioni religiose, la biblioteca si arricchì ulteriormente delle librerie conventuali, fatto che giustifica la presenza tra le sue attuali raccolte di un corposo nucleo librario di materie religiose e teologiche.
Il continuo ampliamento dei fondi librari pose presto il problema dell'insufficienza dei locali. Dopo varie ipotesi, la soluzione fu individuata destinando l'ex chiesa del Collegio dei Gesuiti a nuova sede della biblioteca. Nel progetto di ristrutturazione fu adottata una soluzione considerata al tempo di avanguardia: la navata della chiesa venne divisa orizzontalmente per ospitare il magazzino librario, costituito da una struttura metallica antisismica e autoportante di quattro piani e, nella parte superiore, la sala di lettura. I nuovi locali furono inaugurati nel dicembre 1935. Con la costituzione del nuovo ministero, dal 1975 la Biblioteca è diventata istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Da molto tempo la sede storica, ancorché ampliata dal 2003 con alcune sale in via Balbi 38b, non riusciva ad assicurare spazio sufficiente per ospitare le collezioni librarie. Per sanare tale problema, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha acquistato la sede, prospicente la stazione ferroviaria di Piazza Principe, dell'ex Hotel Colombia in Via Balbi 40. Questa nuova e prestigiosa dimora, la cui trasformazione si è ormai conclusa, nei prossimi anni permetterà alla Biblioteca di ampliare servizi e coagulare progetti e spinte culturali in una zona territoriale cittadina completamente rinnovata. Tutto il materiale, gli uffici e parte dei servizi che avevano sede in Via Balbi 38b dall'ottobre 2013 si sono trasferiti nella nuova sede.
Dal luglio 2014 anche gli uffici che avevano base nella sede storica sono stati trasferiti nella nuova sede che è diventata la sede unica e principale della biblioteca. 
Maggiore istituto bibliografico della Liguria, titolare del deposito legale della produzione editoriale della Regione, la Biblioteca possiede più di 600.000 unità tra volumi, opuscoli, manoscritti, incunaboli, cinquecentine, autografi, periodici. Le sale della biblioteca sono 34. Le prime tre sale raccolgono la maggior parte del patrimonio librario a stampa proveniente dal Collegio e dalla Casa Professa dei Gesuiti genovesi e delle Congregazioni religiose soppresse nel'700 e nell'800. Tra il patrimonio librario si trovano anche le sale cosiddette "Ligure" e "Corsica": la prima, iniziata nel 1865 dal bibliotecario Emanuele Celesia per raccogliere testi stampati in Liguria o di autori liguri, comprende circa 6.000 volumi; la sala Corsica é costituita da circa 180 volumi e opuscoli relativi alla Corsica.
La biblioteca possiede, inoltre, un certo numero di fondi bibliografici pervenuti intorno agli anni '20 - '30: la Biblioteca Manuel Belgrano (donazione della Repubblica Argentina, comprende 1.500 volumi relativi alla storia del territorio argentino), la Geografica degli Stati Americani (costituita per disposizione governativa nel 1931, comprende ca. 1.200 volumi); la Biblioteca del Presidio Militare (cessione permanente del 1934, costituita da testi riguardanti le discipline belliche); il Fondo Laura (costituito da 13.000 volumi ed opuscoli di carattere prevalentemente filosofico e religioso, sociologico e letterario); il Fondo Rossello (lascito degli anni '30, comprende ca. 1.500 volumi soprattutto di materie giuridiche); il Fondo Gropallo ( ca. 1.750 volumi in gran parte di testi letterari.
Nel Settore Conservazione della biblioteca, che come si è visto custodisce i cimeli più rari e tutto il fondo dei manoscritti, oltre a preziosi codici e corali liturgici, sono particolarmente interessanti la grande raccolta di Autografi (circa 14.000 pezzi nei quali è in parte confluita la posta dei vari direttori della biblioteca che avevano contatti con molti personaggi del mondo intellettuale e politico) e il Fondo Nino Bixio, conosciuto come "Autografi del Risorgimento" (comprende quattordici cassette di corrispondenza e appunti).    
Durante la prima metà del '900 molte sono state le donazioni e i lasciti sia di materiale librario a stampa sia di materiale manoscritto. Fra questi si ricordano la preziosa donazione Gerolamo Gaslini del 1942 (60 manoscritti di periodo umanistico e 120 incunaboli), il Fondo Umberto Fracchia pervenuto nel 1982 (comprende opere manoscritte e a stampa di carattere letterario) e il Fondo Luigi Pelloux giunto nello stesso anno (contiene opere di argomento prevalentemente storico e militare).
Anche la politica degli acquisti ha incrementato negli anni le raccolte: nel 1954 si acquistò dal Ministero della Pubblica Istruzione una raccolta appartenente alla famiglia De Gaudenzi (3.700 edizioni soprattutto dannunziane e di critica dannunziana) recente è l'acquisto del Fondo Rodocanachi di grandissimo interesse per la storia letteraria del '900. Dal 2012, tramite convenzione con il Comune di Genova la Biblioteca ha avuto in comodato d’uso la biblioteca del grande poeta e intellettuale Edoardo Sanguineti.