Ecomuseo dell’acqua

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Ecomuseo dell’acqua
Indirizzo: Via Zaccarelli, 16 - loc. Padulle, Padulle - Sala Bolognese, Bologna - Emilia Romagna (Italia)
Telefono: 3480119208
Fax: 051829182
E-mail: non disponibile
Sito web:
Informazioni: Recentemente inaugurato e allestito all'interno di un antico fienile di campagna, raccoglie e conserva oggetti tradizionali del lavoro contadino e della bonifica. La visita si svolge attraverso un percorso espositivo corredato di pannelli interattivi, diorami tridimensionali, totem informativi, e arricchito da un teatrino meccanico. Si prosegue poi nell'area verde della cassa d'espansione del Dosolo, dove il pbblico può seguire un itinerario all'aperto alla scoperta delle strutture di governo dell'acqua.La struttura museale è suddivisa in due piani. A piano terra si trovano strumenti e arnesi riguardanti la vita contadina e la bonifica del Novecento, pannelli fotografici e cartografici, tre postazioni multimediali (la storia della bonifica, l'acqua al servizio dell'uomo e un gioco a quiz didattico), un plastico territoriale e un teatrino automatizzato. Il piano superiore è caratterizzato da un'ampia sala riunioni, che viene utilizzata talvolta anche come spazio espositivo, una postazione multimediale riguardante la cassa d'espansione del Dosolo, un pannello riportante alcune specie della fauna emiliana. Il percorso museale prosegue all'esterno, nell'area della cassa d'espansione del Dosolo. Creata nel 1921 per scolmare le piene che non potevano defluire in Reno, rappresenta il principale strumento di sicurezza idraulica posto a difesa dell’abitato di Sala Bolognese. Dal 1991 quest'area è stata interessata da un'intensa attività di valorizzazione ambientale, da cui è nata un'area naturalistica e di riequilibrio ecologica (A.R.E.), determinando la conversione d'uso dei terreni: prati e campi si alternano oggi a pioppeti, boschi, siepi e zone d'acqua. Il nuovo assetto è stato raggiunto gradualmente, mantenendo l'originaria disposizione dei terreni e applicando principi e tecniche conformi alle comuni pratiche agro-forestali. I 24 ettari di boschi rappresentano il 44% della superficie della cassa e sono costituiti da diverse specie autoctone: farnia, frassino, olmo, salice, pioppo, ontano, acero, carpino, ecc. I due specchi d'acqua presenti hanno un'estensione di circa 6 ettari e sono caratterizzate da differenti livelli idrici per favorire la nidificazione e la sosta di diverse specie di uccelli.