Archivio di Stato di Cagliari

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Indirizzo: Cagliari, Cagliari - Sardegna (Italia)
Telefono: 070669450 -
Fax: 070653401
E-mail: as-ca@beniculturali.it
Sito web:
Informazioni: L'attuale edificio risale agli anni '20 del Novecento. Le prime proposte per la sua costruzione furono avanzate a partire dal 1919 quando l Ministero dell'Interno invitò gli Istituti archivistici ad utilizzare i fondi stanziati dallo Stato per realizzare lavori urgenti di costruzione e restauro dei locali adibiti ad archivio. Il materiale archivistico era allora ospitato nella ex-chiesa gesuitica di S. Teresa situata nel quartiere della Marina dove era stato trasferito nel 1883, dopo una plurisecolare e quasi ininterrotta permanenza nel palazzo regio ubicato nel Castello di Cagliari. Messa da parte l'idea di riattare la vecchia chiesa perché assolutamente inidonea, si optò per la costruzione di un nuovo archivio nell'area compresa tra le attuali via Gallura e via Sonnino. Nel 1921 fu approvato il progetto di costruzione che prevedeva due piani. I lavori vennero avviati rapidamente e in corso d'opera fu consentita la sopraelevazione di altri due piani ad uso temporaneo degli uffici del Genio Civile. Il 30 ottobre 1927 la nuova sede venne inaugurata. L'edificio, progettato secondo le norme di buona conservazione del materiale archivistico, rappresentò in quegli anni uno dei primi ed apprezzati esempi di edilizia archivistica post-unitaria. Rispondente sul piano stilistico ai canoni dell'architettura eclettica, si presenta ancor oggi articolato su quattro piani separati a coppie da una cornice marcapiano; è arricchito da paraste a bugnato ruvido e sbozzato che inquadrano finestre con timpani curvilinei al primo piano e triangolari al secondo. Sul portone d'ingresso spicca un timpano curvilineo spezzato che poggia su due paraste. L'Archivio di Stato di Cagliari ha una vicenda antica, collegata al ruolo che la città svolse come capitale del Regnum Sardiniae (1323-1847) passando attraverso le dominazioni catalano-aragonese (XIV-XV secc.); spagnola (XVI-XVIII secc.) e piemontese (XVIII-XIX) ecc.).